← Articoli05/05/202614 min di lettura

Aprire un'Azienda in Italia da Straniero: Guida Legale 2026

Guida legale 2026 per aprire un'azienda in Italia da straniero: costituzione SRL, costi, permessi di soggiorno e requisiti per cittadini extra-UE. Consulenza CDC Law.

Di CDC Law/
Condividi

Come Aprire un'Azienda in Italia da Straniero: Guida Legale Completa 2026

Un imprenditore con base negli Emirati Arabi Uniti che ha identificato un'opportunità promettente nel mercato italiano — una società di consulenza tecnologica, un'attività di import nel settore del lusso, un progetto ricettivo in Toscana — si trova spesso di fronte alla medesima esigenza: trasformare un piano d'impresa solido in una società italiana regolarmente costituita, conforme alla normativa e fiscalmente efficiente. CDC Law assiste regolarmente investitori stranieri in questo percorso, e questa guida raccoglie i principali aspetti giuridici e pratici che emergono nella nostra attività professionale quotidiana.

Tipi di Entità Giuridiche in Italia: Scegliere la Struttura Giusta per gli Investitori Stranieri

Prima di depositare un solo documento, gli investitori stranieri devono prendere una decisione strategica fondamentale: quale forma giuridica risponde meglio ai propri obiettivi operativi, fiscali e di responsabilità? Il diritto italiano offre diverse opzioni, ciascuna disciplinata dal Codice Civile.

SRL (Società a Responsabilità Limitata) — La Scelta Preferita dagli Investitori Stranieri

La SRL è l'equivalente italiano della limited liability company ed è disciplinata dagli articoli 2462–2510 del Codice Civile. Richiede un capitale sociale minimo di €10.000, di cui almeno il 25% deve essere versato all'atto della costituzione (oppure il 100% in caso di socio unico). La responsabilità dei soci è limitata alla quota conferita, il che rende la SRL la struttura preferita dagli imprenditori stranieri che desiderano proteggere il proprio patrimonio personale. La gestione è affidata a uno o più amministratori, che non devono necessariamente essere residenti in Italia. La SRL è flessibile, ampiamente riconosciuta da banche e controparti italiane, ed è compatibile tanto con investimenti di piccola quanto di media dimensione.

Nella nostra esperienza professionale, la SRL rappresenta la forma giuridica di gran lunga più adottata dagli investitori non residenti che si rivolgono allo studio per avviare un'attività in Italia.

SRL Semplificata (SRLS) — L'Opzione con Capitale €1: Vale la Pena?

Ai sensi dell'articolo 2463-bis del Codice Civile, è possibile costituire una Società a Responsabilità Limitata Semplificata (SRLS) con un capitale sociale minimo di appena €1. Gli onorari notarili sono standardizzati e calmierati, il che la rende un punto di accesso poco costoso. Tuttavia, la SRLS presenta vincoli significativi: lo statuto segue un modello standard obbligatorio che non ammette personalizzazioni, il che può creare complicazioni con la crescita dell'attività. Per gli investitori stranieri con ambizioni a medio-lungo termine in Italia, la SRL ordinaria offre una maggiore flessibilità strutturale, a fronte di costi di costituzione solo marginalmente più elevati. Lo studio sconsiglia generalmente la SRLS agli investitori non residenti che prevedono operazioni di qualsiasi complessità.

SPA (Società per Azioni) — Quando Serve una Vera Struttura Societaria

La SPA, disciplinata dagli articoli 2325–2461 del Codice Civile, richiede un capitale sociale minimo di €50.000 ed è la struttura appropriata quando l'investitore prevede di raccogliere equity da terzi, quotarsi su un mercato regolamentato, o operare in settori (come i servizi finanziari o le assicurazioni) in cui è richiesta per legge la forma societaria per azioni. Il modello di governance è più complesso e gli obblighi di compliance più onerosi, ma offre una credibilità e una scalabilità senza pari per operazioni di grande dimensione.

Sede Secondaria (Branch) vs Filiale (Subsidiary): Differenze Chiave per Fiscalità e Responsabilità

Una società estera può in alternativa costituire una sede secondaria (branch) in Italia anziché incorporare un nuovo ente giuridico. Le sedi secondarie sono disciplinate dagli articoli 2507–2510 del Codice Civile e devono essere iscritte nel Registro delle Imprese presso la locale Camera di Commercio. La distinzione fondamentale riguarda la personalità giuridica: una filiale (come una SRL) è un ente giuridicamente distinto dalla casa madre estera, con piena separazione della responsabilità. Una sede secondaria, al contrario, è semplicemente un'estensione della società straniera — la casa madre rimane direttamente responsabile per le obbligazioni assunte dalla sede italiana. Dal punto di vista fiscale, entrambe le strutture sono soggette alla tassazione italiana sui redditi prodotti in Italia, ma la sede secondaria può offrire un rimpatrio degli utili semplificato in taluni contesti convenzionali. La scelta tra branch e subsidiary richiede un'attenta analisi della giurisdizione di origine dell'investitore, delle convenzioni contro le doppie imposizioni applicabili e del settore specifico di attività.

Ditta Individuale — Casi d'Uso Limitati per gli Stranieri

La ditta individuale (impresa individuale) è teoricamente un'opzione percorribile, ma comporta responsabilità patrimoniale illimitata ed è raramente adatta agli investitori stranieri. Viene menzionata qui solo per completezza.

Guida Passo dopo Passo: Come Costituire una SRL come Imprenditore Straniero

Passo 1: Ottenere il Codice Fiscale Italiano

Ogni soggetto coinvolto in una società italiana — che si tratti di socio, amministratore o firmatario — deve essere titolare di un Codice Fiscale italiano. I non residenti possono ottenerlo presso il consolato italiano nel paese di residenza oppure, se fisicamente presenti in Italia, presso l'Agenzia delle Entrate. Si tratta del primo passaggio obbligatorio e richiede generalmente da uno a cinque giorni lavorativi. Nella gestione di pratiche per clienti non residenti, lo studio coordina regolarmente questa fase in parallelo con la predisposizione della documentazione costitutiva, ottimizzando i tempi complessivi.

Passo 2: Redigere l'Atto Costitutivo con un Notaio Italiano

La legge italiana richiede che una SRL sia costituita mediante atto pubblico (atto costitutivo) rogato da un notaio italiano abilitato. Lo statuto deve indicare la denominazione sociale, la sede legale, il capitale sociale, l'oggetto sociale e la struttura di governance. Gli onorari notarili per una SRL ordinaria variano tipicamente tra €1.500 e €3.500 a seconda della complessità e dell'entità del capitale. Se l'investitore straniero non può essere fisicamente presente in Italia, la costituzione può essere completata mediante procura speciale (procura notarile), che deve essere apostillata e, ove necessario, tradotta in italiano.

Passo 3: Iscriversi nel Registro delle Imprese

A seguito del rogito notarile, la società deve essere iscritta nel Registro delle Imprese tenuto presso la locale Camera di Commercio, ai sensi del D.P.R. 7 dicembre 1995, n. 581. L'iscrizione è generalmente curata dal notaio e si perfeziona entro cinque-dieci giorni lavorativi. All'atto dell'iscrizione, la società riceve la propria Partita IVA e il Codice Fiscale quale persona giuridica, e acquista esistenza legale.

Passo 4: Registrazione IVA, INPS, INAIL e PEC — Adempimenti Obbligatori

Una volta iscritta, la società deve assolvere a una serie di obblighi di compliance immediati. La registrazione IVA ai sensi del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633 è obbligatoria per tutte le società che svolgono attività commerciale; l'aliquota IVA ordinaria (IVA) in Italia è del 22%. Se la società assume personale, è obbligatoria l'iscrizione all'INPS (Istituto Nazionale della Previdenza Sociale) e all'INAIL (Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro). La società deve inoltre attivare una PEC (Posta Elettronica Certificata), che costituisce la casella di posta legale ufficiale per tutte le comunicazioni con le pubbliche amministrazioni. Tale obbligo è stabilito dal D.L. 29 novembre 2008, n. 185, convertito con modificazioni dalla Legge 28 gennaio 2009, n. 2. Il mancato adempimento di questi obblighi nelle prime settimane di vita della società è tra le irregolarità che lo studio riscontra più frequentemente in sede di due diligence su aziende già operative.

Passo 5: Aprire un Conto Corrente Societario in Italia

L'apertura di un conto corrente societario italiano è una necessità pratica, ma può rivelarsi la fase più lunga dell'intero processo per i soci stranieri non residenti. Le banche italiane sono soggette a rigorosi obblighi di adeguata verifica ai fini antiriciclaggio (AML) e richiedono tipicamente documenti costitutivi certificati, prova dell'identità del titolare effettivo e evidenza della razionalità economica dell'attività. Il coinvolgimento di un consulente legale locale può accelerare significativamente questo processo.

Scegliere la struttura societaria giusta per il proprio business in Italia non è sempre semplice, soprattutto quando si naviga tra normative fiscali, requisiti burocratici e variabili che cambiano in base al settore e alla residenza dell'investitore. Se hai dubbi su quale percorso sia più adatto al tuo caso specifico, puoi richiedere un primo orientamento al nostro team.

Requisiti Speciali per i Cittadini Extra-UE che Avviano un'Attività in Italia

La Condizione di Reciprocità — Spiegata

Ai sensi dell'articolo 16 delle Disposizioni Preliminari al Codice Civile (Preleggi), i cittadini stranieri possono esercitare diritti civili in Italia solo in presenza della condizione di reciprocità — vale a dire che l'Italia riconosce al cittadino straniero il diritto di possedere e gestire un'impresa solo se il paese d'origine di quest'ultimo garantisce diritti equivalenti ai cittadini italiani. In pratica, questa condizione è sostanzialmente soddisfatta per i cittadini di paesi membri dell'OMC, degli Stati membri dell'UE o parti di trattati bilaterali sugli investimenti con l'Italia. Gli investitori provenienti da determinate giurisdizioni dovrebbero verificare lo status di reciprocità del proprio paese di origine prima di procedere: si tratta di un aspetto che lo studio verifica sistematicamente nelle fasi preliminari di ogni mandato.

Residenza e Visto: È Necessario Vivere in Italia?

Un cittadino extra-UE non è obbligato ad essere residente in Italia per detenere quote di una società italiana. Tuttavia, se il cittadino extra-UE intende gestire attivamente l'azienda o lavorarvi mentre si trova fisicamente in Italia, è necessario un permesso di soggiorno (permesso di soggiorno) per lavoro autonomo o attività imprenditoriale, ai sensi degli articoli 26–27 del Decreto Legislativo 25 luglio 1998, n. 286 (Testo Unico Immigrazione). L'Italia gestisce inoltre un programma Italia Startup Visa per i fondatori di startup innovative, che prevede una procedura semplificata per gli imprenditori qualificati.

Procura Speciale: Costituire una Società Senza Essere Fisicamente in Italia

Gli investitori stranieri che non possono o non desiderano recarsi in Italia per la costituzione possono conferire a un rappresentante con base in Italia il potere di agire per loro conto mediante una procura notarile apostillata (procura notarile). Tale documento deve specificare chiaramente i poteri conferiti — compresa la facoltà di sottoscrivere l'atto costitutivo e di iscrivere la società — e deve essere conforme sia alla legge del paese in cui viene redatto sia ai requisiti formali italiani. CDC Law gestisce regolarmente procure rilasciate da giurisdizioni diverse, inclusi paesi del Golfo, Asia e America del Nord, coordinando direttamente con i notai e le autorità competenti per la legalizzazione.

Costi Reali per Aprire e Gestire una Società in Italia nel 2026

Il costo totale per costituire e rendere operativa una SRL in Italia nel 2026 dovrebbe essere stimato orientativamente come segue. Gli onorari notarili per l'atto costitutivo variano tipicamente tra €1.500 e €3.500. I diritti di segreteria per l'iscrizione alla Camera di Commercio ammontano a circa €200, a cui si aggiunge un diritto annuale che varia in funzione della dimensione aziendale ma parte generalmente da €200–500 l'anno. Il capitale sociale minimo per una SRL è di €10.000 (di cui almeno €2.500 versati alla costituzione in presenza di più soci). Gli onorari legali e consulenziali per un investitore straniero che si avvalga di uno studio legale per gestire l'intero processo — dal Codice Fiscale all'apertura del conto bancario — variano tipicamente da €2.500 a €6.000 a seconda della complessità. I costi annuali ricorrenti includono la contabilità e la tenuta dei libri contabili (da circa €3.000–8.000 l'anno per una piccola società), gli eventuali obblighi di revisione legale e i contributi previdenziali in presenza di dipendenti. Gli importi indicati sono puramente orientativi e possono variare in funzione delle circostanze specifiche.

Regime Fiscale per le Società a Partecipazione Straniera in Italia

IRES al 24% e IRAP al 3,9%

Le società residenti in Italia — comprese le SRL costituite in Italia indipendentemente dalla nazionalità dei soci — sono soggette all'IRES (Imposta sul Reddito delle Società) con aliquota fissa del 24% sull'utile netto mondiale, ai sensi degli articoli 73 e seguenti del TUIR (D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917). Inoltre, le società che svolgono attività produttive in Italia sono assoggettate all'IRAP (Imposta Regionale sulle Attività Produttive) con aliquota ordinaria del 3,9%, calcolata su una base imponibile che corrisponde sostanzialmente al valore aggiunto della produzione, ai sensi del Decreto Legislativo 15 dicembre 1997, n. 446. Le aliquote IRAP possono variare marginalmente da regione a regione.

Obblighi IVA e Soglie di Registrazione

Tutte le società italiane che svolgono attività commerciali o professionali devono registrarsi ai fini IVA (Partita IVA) ai sensi del D.P.R. 633/1972. L'aliquota ordinaria è del 22%. Aliquote ridotte del 10%, del 5% e del 4% si applicano a determinate categorie di beni e servizi (tra cui alimentari, ricettività e specifici servizi sociali). A differenza di quanto avviene in alcune giurisdizioni, non esiste una soglia minima di fatturato per la registrazione IVA per le entità societarie — la registrazione è obbligatoria sin dall'inizio dell'attività commerciale.

Convenzioni contro le Doppie Imposizioni: Accordi con USA, UK, EAU e Asia

L'Italia ha concluso una rete articolata di trattati bilaterali contro le doppie imposizioni basati sul Modello OCSE, che mirano ad impedire la tassazione del medesimo reddito sia in Italia sia nella giurisdizione di provenienza dell'investitore. I principali trattati includono quelli con gli Stati Uniti, il Regno Unito, gli EAU, la Cina e l'India. Questi trattati disciplinano tipicamente la tassazione di dividendi, interessi, royalties e plusvalenze, e stabiliscono aliquote ridotte di ritenuta alla fonte sui pagamenti transfrontalieri. Gli investitori stranieri dovrebbero analizzare il trattato applicabile prima di strutturare la distribuzione degli utili dalla propria società italiana.

Il Regime degli Impatriati: Agevolazione Fiscale sull'IRPEF

I soggetti che trasferiscono la propria residenza fiscale in Italia e vi iniziano a lavorare possono potenzialmente beneficiare del Regime degli Impatriati introdotto dall'articolo 16 del Decreto Legislativo 14 settembre 2015, n. 147 (Decreto Internazionalizzazione). In base a tale regime, una quota significativa del reddito da lavoro dipendente o autonomo prodotto in Italia è esente dall'imposta sul reddito delle persone fisiche. La Legge di Bilancio 2024 (Legge n. 213 del 30 dicembre 2023) ha significativamente riformato il regime per i nuovi beneficiari, riducendo l'esenzione standard al 50% del reddito e introducendo nuovi requisiti di residenza e soglie minime di reddito. Gli investitori che valutano di trasferirsi in Italia per gestire la propria società dovrebbero verificare l'attuale applicabilità di tale regime — e le eventuali ulteriori modifiche normative successivamente intervenute — con un consulente fiscale qualificato.

Assumere Dipendenti in Italia: Cosa Devono Sapere i Datori di Lavoro Stranieri

I Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro (CCNL)

I rapporti di lavoro in Italia sono disciplinati non solo dalla legge, ma anche — e in pratica principalmente — dai Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro (CCNL). Questi accordi, negoziati tra le associazioni datoriali nazionali e i sindacati, fissano minimi salariali vincolanti, orari di lavoro, periodi di preavviso e diritti per ciascun settore di attività. Il datore di lavoro straniero deve individuare il CCNL applicabile al proprio settore sin dall'inizio, poiché il mancato rispetto può esporre la società a sanzioni significative e a rischi di contenzioso. Nella nostra esperienza, l'errata applicazione del CCNL di settore è tra le irregolarità lavoristiche più frequenti riscontrate nelle società a partecipazione straniera.

Il Costo Totale di un Dipendente: La Regola del +40% e il TFR

I datori di lavoro stranieri sono spesso sorpresi dal costo reale dell'assunzione in Italia. Come regola indicativa generale, il costo totale del lavoro per il datore è circa il 40% superiore alla retribuzione lorda concordata con il dipendente. Questo onere aggiuntivo include i contributi previdenziali a carico del datore (prevalentemente contributi INPS, che variano da circa il 28% al 32% della retribuzione lorda a seconda della categoria occupazionale e del settore) e i premi INAIL per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro. Inoltre, la legge italiana obbliga i datori di lavoro ad accantonare il TFR (Trattamento di Fine Rapporto) — un fondo di liquidazione pari a circa un mese di retribuzione per anno di servizio — che deve essere corrisposto al termine del rapporto di lavoro, indipendentemente dalla causa di cessazione.

7 Errori Comuni degli Imprenditori Stranieri in Italia (e Come Evitarli)

Errore n. 1: Trascurare la Due Diligence Legale su Localizzazione e Normative di Settore

Il quadro regolatorio italiano non è uniforme. Alcuni settori — ristorazione e alberghiero, sanità, mediazione immobiliare, servizi finanziari ed edilizia — richiedono licenze, autorizzazioni o iscrizioni specifiche a livello comunale, regionale o nazionale. Non identificare questi requisiti prima della costituzione può comportare ritardi onerosi, una costosa ristrutturazione del modello di business, o addirittura il divieto di svolgere l'attività prevista. Un'analisi legale preliminare del settore obiettivo è parte integrante di qualsiasi mandato correttamente strutturato.

Errore n. 2: Confondere la Sede Secondaria con la Filiale

Come illustrato in precedenza, una sede secondaria non è un ente giuridicamente autonomo. Gli investitori stranieri che costituiscono una branch in Italia aspettandosi la stessa protezione dalla responsabilità di una filiale commettono un errore potenzialmente grave. La casa madre rimane pienamente responsabile per i debiti e le obbligazioni della sede italiana. Questa distinzione ha implicazioni dirette sulla strategia di protezione del patrimonio e deve essere adottata con piena consapevolezza delle sue conseguenze.

Errore n. 3: Sottovalutare la Burocrazia Italiana e i Tempi di Attesa

Dalla data del rogito notarile al momento in cui la società dispone di sede legale registrata, conto bancario, partita IVA e tutte le iscrizioni obbligatorie, un calendario realistico è di quattro-otto settimane — e anche di più se sorgono complicazioni nell'apertura del conto bancario o se i documenti rilasciati nel paese di origine dell'investitore richiedono apostille e traduzione. Gli imprenditori stranieri che pianificano di avviare l'operatività il giorno stesso dell'iscrizione si trovano quasi invariabilmente a dover rivedere il proprio piano. Prevedere un congruo anticipo nel piano di progetto e coinvolgere supporto legale e contabile locale sin dall'inizio non è una precauzione facoltativa: è la differenza tra un avvio ordinato e uno caotico.


Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità divulgativa e non costituiscono consulenza legale personalizzata.


Nota: Le informazioni contenute in questa guida hanno carattere meramente informativo e divulgativo. Non costituiscono consulenza legale, fiscale o professionale personalizzata. Per una valutazione specifica della propria situazione, si raccomanda di rivolgersi a professionisti qualificati.

Correlato: Golden Visa e Visto per Investitori in Italia — per gli investitori extra-UE che valutano la residenza a lungo termine in Italia insieme al proprio investimento imprenditoriale.

Correlato: Acquistare Immobili in Italia da Straniero — principali considerazioni legali per i cittadini stranieri che acquisiscono beni immobili in Italia, incluse le norme sulla reciprocità e le implicazioni fiscali.

Hai letto la guida e vuoi capire quale struttura societaria, regime fiscale e percorso operativo sia più adatto al tuo progetto di investimento in Italia? I nostri avvocati affiancano investitori stranieri in ogni fase — dalla scelta della forma giuridica fino all'apertura del conto corrente e all'avvio dell'attività. Scrivici a info@cdclaw.org o chiamaci al +39 06 36306020 per una consulenza mirata al tuo caso.

A cura di

Il team di CDC Law

Studio Legale — Roma

Correlati

Continua la lettura

PRIVACY POLICYP.IVA IT18210921005® CDC Law – All rights reserved 2026